Nel 1973 apparve per la prima volta la parola “hyperréalisme”; a coniarla fu la gallerista Isy Brachot, che aprì la stagione di una corrente artistica di successo. Paolo Terdich appartiene a questa interpretazione dell’arte pittorica in cui convergono le doti di attenzione e precisione ad ogni minuscolo dettaglio. La peculiarità essenziale, quella che caratterizza lo stile di Terdich, riguarda la capacità di coniugare al meglio le competenze tecniche con la straordinaria sensibilità espressiva. L’artista ha scelto di dipingere elementi che appartengono alla sua necessità interiore, impreziosendo così un ambito pittorico con una sensibilità espressiva colta e raffinata. L’acqua nei suoi dipinti è l’elemento chiave dell’equilibrio umano, simbolo di vita, considerata dagli antichi filosofi greci il “principio e l’origine”. L’artista riflette su una visione personale, in cui dialogano le contrapposizioni tra elementi simbolici. La luce naturale e quella filtrata, il bene e il male, il vero e il falso, dentro questo equilibro vive l’uomo, in questo precario bilanciamento abitano i capolavori di Paolo Terdich. L’autore nell’acqua ritrova il silenzio, la pace e quell’equilibrio che appartiene all’armonia e alla bellezza. La limpidezza e la trasparenza nelle opere del pittore appartengono ad una profondità di pensiero che si rispecchia entro i rigorosi canoni dell’Iperrealismo.
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