Picasso sbarca a Bari e smonta le gerarchie dell’arte: anatomia di una rivoluzione estetica senza filtri
Portare un mostro sacro del Novecento in esposizione potrebbe sembrare un’operazione culturale scontata. Ma, muovendosi tra gli spazi del Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari, ci si accorge immediatamente che il tono di fondo dei curatori dell’esposizione (Joan Abelló con Vittoria Mainoldi e Marco Ancora) segue logiche diverse. Alla ricerca dei processi del movente di Picasso, si tocca con mano il passaggio che segna ogni rivoluzione: la trasformazione di un’idea in una serie di rapporti estetici che maturano fino alla fase finale di un’opera come la conosciamo.
La scelta della sede espositiva non è casuale, ma segue un filo conduttore preciso: le arti e la tecnica come filiazione della creatività generativa.
La mostra accompagna il pubblico in cinque sezioni che raccolgono oli, litografie, acqueforti, ceramiche, fotografie, documenti d’archivio e manifesti.
In Picasso la stampa, la ceramica e la riproducibilità dell’immagine cessano di essere semplici strumenti esecutivi e diventano linguaggi autonomi, capaci di mettere in discussione le gerarchie tradizionali tra arti maggiori e arti applicate. Anche le tecniche più consolidate si trasformano così in laboratori di modernità e sperimentazione.
La storia dell’arte vive nel confronto diretto tra Picasso e le narrazioni estetiche di Rembrandt, Cranach, Velázquez e la tradizione classica: non semplici citazioni, ma vera scomposizione. Questi autori sono reinterpretati e ricostruiti attraverso un linguaggio nuovo. Venti opere della Suite Vollard immergono lo spettatore in una ricerca capace di trasformare la stampa in un laboratorio di sperimentazione visiva e narrativa.
La grandezza di Picasso si apprezza anche nel rapporto tra arte, storia e politica. Le incisioni di Sueño y Mentira de Franco, il poema che le accompagna, i bozzetti preparatori di Guernica e il reportage fotografico realizzato da Dora Maar rendono chiaro l’imprescindibile legame con l’impegno civile e la riflessione che ne compone il gesto.













