Addio a Fabrizio Plessi, il maestro che ha dato un’anima al video

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Fabrizio Plessi artista pioniere della videoarte e delle installazioni digitali
Di Franz Johann Morgenbesser from Vienna, Austria - Plessi.Fabrizio-7050, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org

Si è spento all’età di 86 anni Fabrizio Plessi, tra i massimi pionieri internazionali della videoarte e delle installazioni multimediali. L’artista emiliano di nascita ma veneziano d’adozione è deceduto all’ospedale di Dolo. Con la sua scomparsa, il contemporaneo perde una delle figure più radicali nell’aver ripensato il monitor televisivo e il flusso digitale non come semplici supporti tecnici, ma come materia scultorea viva, capace di fondersi con gli elementi primari: l’acqua, il fuoco, la luce.

Fabrizio Plessi artista pioniere della videoarte e delle installazioni digitali
Di Franz Johann Morgenbesser from Vienna, Austria – Plessi.Fabrizio-7050, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org

Dal tubo catodico alla scultura monumentale

Nato a Reggio Emilia nel 1940, Plessi ha fatto di Venezia il suo laboratorio concettuale ed espressivo. Fin dai primi anni Settanta ha intuito il potenziale plastico del video, trasformando lo schermo in un dispositivo poetico in grado di dialogare con lo spazio architettonico e con la classicità. Dalle grandi partecipazioni alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel, fino alle esposizioni al Centre Pompidou di Parigi e al Guggenheim di New York e Bilbao, il suo lavoro ha ridefinito i confini dell’arte elettronica a livello globale.

Tra i suoi interventi più iconici e monumentali si ricordano:

  • Mari Verticali, l’installazione che nel 2011 ha riaperto il Padiglione Venezia alla Biennale, riproposta poi nel 2023 nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano;
  • Il Plessi Museum al Passo del Brennero (inaugurato nel 2013), raro esempio di perfetta integrazione tra videoarte, architettura e paesaggio montano;
  • L’età dell’oro (2020), con le celebri cascate di luce dorata alle finestre del Museo Correr in Piazza San Marco;
  • Le grandi installazioni site-specific concepite per contesti antichi come la Valle dei Templi di Agrigento, le Terme di Caracalla e Palazzo Te a Mantova.

La poetica della luce e l’umanizzazione delle tecnologie

Per un decennio titolare della cattedra di Umanizzazione delle tecnologie e Scenografia elettronica alla Kunsthochschule für Medien di Colonia, Plessi ha sempre rifiutato la freddezza algoritmica, cercando nell’elettronica un prolungamento della memoria, dell’archeologia e dell’energia vitale dell’uomo. Un percorso rigoroso e visionario che ha attraversato sessant’anni di ricerca, lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’arte italiana e internazionale.

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