“Proprio adesso”, qui, con Fabrizio Sotti

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Il jazzista pop padovano celebrato in America.

di Alessandro Pallaro

Fabrizio Sotti, jazzista-pop padovano 38enne, newyorkese di adozione, decide di andarsene dal suo paese all’età di sedici anni alla volta dell’America.  Un destino ripido e beffardo, ma in un certo senso benedetto il suo, che lo costringe ad andar via come gli italiani che salpavano all’inizio del secolo scorso per cercare il futuro di là dell’oceano (“più che con la valigia di cartone –racconta – direi con la custodia della mia chitarra, la passione e la convinzione di quello che volevo fare”) ma che l’ha portato oggi a suonare con i grandi della musica internazionale.

Sensazioni, sentimenti ricomposti in note nel suo ultimo lavoro, “Right now”, frutto della collaborazione con big della musica come Zucchero, Mino Cinelu, Shaggy, Melanie Fiona, e che in qualche modo si fanno sentire tutti. Con Right now (proprio adesso!) Sotti ripercorre le sonorità del jazz più spinto e le modulazioni delle canzoni ispirate – riarrangiate per l’occasione – e che hanno lasciato traccia nell’anima dell’adolescente: “The Wall” dei Pink Floyd, “Waitin’ In Vain” (Bob Marley) cantata da Shaggy, e “The Wind Cries Mary“, dell’eterno Jimi Hendrix. Come presenti i timbri di Steve La Spina, di George Garzone, di Victor Jones, dei personaggi che negli anni hanno saputo credere in lui e che l’hanno saputo ispirare.
Pezzi rimasterizzati e pezzi inediti, quindi, come “Prancing Horse”, dedicato al mito di Enzo Ferrari, a metà tra il flamenco e la tradizione popolare napoletana: vera passione in musica. “Fidjo Maguado”, in coppia con la 39enne cantautrice sudamericana Claudia Acuna, che risuona sulla storia, sui drammi, sulla forza della terra e del popolo cileno.
L’inconfondibile voce di Zucchero, che riecheggia sulle note di “Someone Else’s Tears”, scritta da Bono e già presente nell’album del cantautore emiliano “Chocabeck”, qui ri-eseguita e resa unica dalle sei corde del perfomer italo-americano. “Once in a blue moon” featuring Isabella Lundgren, nuova Billy Holiday della canzone d’autore statunitense.
E “Right Now”, malinconico e struggente pezzo solo dal riff cantilenante. «All’inizio le difficoltà ci sono state – racconta Sotti -, poi in questa vastità enorme cerchi di partire da un punto preciso per far sì che ti si allarghi tutto il resto…. In America se tu vali, ottieni, e il ‘successo’ è un qualcosa per cui la gente ti rispetta». Del resto è o non è anche questo il vero sogno americano che si realizza?

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