Pandemonium: la Biennale racconta l’epoca della parodia nel nuovo numero della sua rivista

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Copertina di Pandemonium, numero 3/2026 della Rivista della Biennale di Venezia - Emanuele Beluffi
Fonte: labiennale.org — Ufficio Stampa La Biennale di Venezia

Della rinascita di questo progetto editoriale vi avevamo già parlato in esclusiva con il suo direttore, Luigi Mascheroni: oggi la Rivista della Biennale torna in libreria con un nuovo, ambizioso numero monografico

Si intitola Pandemonium l’ottavo numero della Rivista de La Biennale di Venezia, uscito in concomitanza con la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e dedicato a un tema che è già di per sé una diagnosi del presente: l’epoca della parodia, in cui il tragico si sospende invece di essere elaborato, il sacro viene imitato più che vissuto, e il linguaggio rischia di perdere peso e responsabilità. Non una riflessione sull’ironia come gioco, dunque, ma sulla progressiva riduzione della realtà a semplice superficie.

A firmare i contributi del numero, curato sotto l’egida dell’Archivio Storico della Biennale, sono nomi che spaziano dalla letteratura al cinema, dall’arte contemporanea all’architettura: tra gli altri, lo scrittore Alberto Manguel, il regista John Landis, l’artista Maurizio Cattelan, il curatore Francesco Bonami e l’architetto Bernard Tschumi, accanto a un testo del cardinal Giacomo Biffi. In copertina un fotogramma di Fahrenheit 451 di François Truffaut — film che nel 1966 raccontava un futuro come parodia avveniristica del presente — mentre l’apparato iconografico interno attinge al ricco Fondo Artistico dell’Archivio Storico, con opere di Marina Abramović, Bruce Nauman e Mimmo Paladino, tra gli altri.

Non è un caso isolato nella storia della testata: come ricorda la direttrice editoriale Debora Rossi, già nel 1952 la Rivista dedicò un numero al ventennale della Mostra del Cinema. Una continuità che, avevamo già avuto modo di raccontare parlando con Luigi Mascheroni — il giornalista chiamato a dirigere la pubblicazione dal suo ritorno in edicola nell’ottobre 2024, dopo cinquantatré anni di silenzio — nasce proprio dalla volontà di far dialogare le discipline della Biennale (arte, cinema, danza, architettura, musica, teatro) con filosofia, scienze e letteratura, un numero alla volta, attorno a una parola chiave. Se il primo numero era dedicato all’acqua e il secondo all’archivio, Pandemonium conferma quella stessa vocazione a leggere l’oggi per provare a immaginare, come amava dire il presidente Pietrangelo Buttafuoco nella sua intervista, “il dopodomani”.

La Rivista sarà presentata martedì 29 settembre a Villa d’Este, a Tivoli, in un incontro tra Buttafuoco, Rossi e Alberto Samonà, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. È disponibile nello store online della Biennale e nelle principali librerie italiane e internazionali.

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