A Ferragosto un bel “Sorpasso” con Gassman e l’Aurelia

0
Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant a bordo della Lancia Aurelia B24 nel film Il Sorpasso di Dino Risi. Analisi critica di Emanuele Beluffi per Il Giornale OFF.
Fotogramma originale in bianco e nero dal film Il Sorpasso (1962) diretto da Dino Risi, con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant sulla Lancia Aurelia B24 Convertibile. Approfondimento critico, rilettura cinematografica e cura editoriale di Emanuele Beluffi, Direttore Editoriale de ilgiornaleoff.it

Asfalto rovente e il memorabile clacson bitonale che squilla in una Roma metafisica un 15 agosto d’inizio anni Sessanta. Comincia così Il Sorpasso (1962) di Dino Risi: con Bruno Cortona che vaga disperato alla ricerca di un tabacchino aperto. Un incipit folgorante che trasforma la solitudine ferragostana nell’innesco del più beffardo e ritmato road movie del nostro cinema.

Dimenticate le solite letture sociologiche d’ordinanza sulla deriva dei consumi. Il Sorpasso è puro spettacolo, una cornice visiva e sonora dei magnifici anni Sessanta. Sì il famoso boom economico che oggi te lo sogni. Al centro della scena la co-protagonista, la Lancia Aurelia B24 S Convertibile. Gassman non è l’automobilista della domenica, anzi del 15 agosto, la guida come un trofeo futurista tra battute tecniche fulminee — «mi sa che va a tre ciindri»,  «senti che compressione!» — scrivendo un’estetica della velocità che detta il montaggio, altro che i saggi di estetica del Settecento.

Il duetto attoriale è pura spettacolo: l’esuberanza cialtrona di un indimenticabile Vittorio Gassman si incastra alla perfezione con la timidezza  nevrotica di un altrettanto indimenticato Jean-Louis Trintignant. Attorno a loro la freschezza magnetica e sbarazzina di una giovanissima Catherine Spaak, icona pop di una sensualità moderna e disinvolta.

A scandire la corsa verso Castiglioncello pensa la colonna sonora curata da Riz Ortolani, dove le partiture jazz si fondono ai 45 giri dell’epoca sparati dal mangiadischi della macchina, le autoradio erano ancora di là da venire: da Saint-Tropez Twist di Peppino di Capri a Guarda come dondolo di Edoardo Vianello. Il Sorpasso resta un diamante di cinismo brillante che restituirsce la vera vertigine di un istante, quello del sole mare e amore, che Dino Risi a una certa del film attribuisce a un’Italia in corsa a fari spenti verso il suo destino. E allora visti i tempi di oggi speriamo che prima o poi un suo epigono riscriva il finale di questo sorpasso. Intanto