Di lui Francesco Baccini ha detto: «Scrive cose gradevoli ed è merce rara di questi tempi». Inigo non si è guadagnato solo i complimenti del cantautore genovese, ma anche la sua partecipazione al singolo Mai Fermarsi. «Ho pensato a Francesco – ha spiegato – perché in questo pezzo c’è qualcosa di “bacciniano”, specialmente nell’ironia mista al sarcasmo delle strofe». Il brano è un invito a non arrendersi: «Quando l’ho scritto mi stavo auto-spronando ad andare oltre gli alibi, oltre le cose che non vanno come vorremmo e anche e soprattutto oltre i fallimenti, perché senza passare da lì non si arriva da nessuna parte».
All’anagrafe Inigo Giancaspro, pugliese, il cantautore è cresciuto ascoltando Battisti, Rino Gaetano e tutto il filone cantautorale della scuola genovese, da Paoli a Tenco, da De Andrè a Endrigo. Diplomatosi al CET di Mogol («Tanti i suoi insegnamenti, ma condivido in particolare una frase che amava ripetere: “L’effetto è il surrogato dell’arte”») ha collezionato un bel po’ di riconoscimenti: dal premio ricevuto dal MEI nel 2012 alla vittoria di Area Sanremo nel 2015 (che lo ha portato alla finale di Sanremo Giovani con Di me e di te), fino al podio del premio Lunezia ed all’apprezzamento nel 2016 al Salone del libro di Torino, dove ha ottenuto una menzione speciale per il testo di La tesi del coraggio. Sensazioni, ricordi, viaggi e perfino i vestiti vecchi lasciati negli armadi ispirano Inigo, che dice: «Per scrivere bisogna essere delle spugne e assorbire la vita il più possibile».
E’ quanto ha fatto per realizzare Terzo disco di esordio, in uscita a febbraio, di cui anticipa: «E’ un disco che definisco “esistenziale” e conterrà, oltre quello con Baccini, un altro prezioso featuring: con Andrea Mirò».
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