I Peluqueria Hernandez, dalla provincia agli States

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A dispetto del loro nome, i Peluqueria Hernandez sono un settetto tutto “Made in Italy”, nato nel 2004 da un’idea del veronese Mauro Marchesi, autore di fumetti e chitarrista. Dopo i due album Peluqueria Hernandez del 2007 e Amaresque del 2011, l’ensemble continua ad esplorare in musica storie di provincia tra la bassa padana e il deserto americano con Mamboo (pubblicato in digitale da Kutmusic), il terzo lavoro tra balera e mariachi, storie di provincia e latin-jazz, che si avvale della partecipazione di Mauro Ottolini e Giuliana Bergamaschi. A parlarne ai lettori di OFF è lo stesso Marchesi, che ci racconta anche della storia del gruppo, delle difficoltà del far musica nel Belpaese e dell’inaspettato successo in Giappone.

Mauro, avete dichiarato che Mamboo è il disco della maturazione: in cosa si differenzia questo lavoro dai precedenti?

L’inserimento di due nuovi membri nella formazione, Roberto Zantedeschi alla tromba e Juri Romeo al basso e al sax, ci hanno permesso di sperimentare degli arrangiamenti più complessi, soprattutto nella sezione fiati. Roberto, ad esempio, ha arrangiato i fiati in Solo, integrandoli benissimo con il pezzo che avevo immaginato. Credo che anche gli anni di concerti abbiano contribuito a creare una buona intesa tra di noi e l’intenzione con cui abbiamo suonato i brani in studio è pressoché perfetta. Forse è il disco che ci assomiglia di più.

Lei è autore di fumetti: come nascono i Peluqueria Hernandez?

Il mio genere preferito è il noir, con le sue sfumature e la commistione di temi narrativi che si mischiano creando storie sempre inedite. Anche nei miei fumetti cerco questo tipo di melting pot incurante delle regole e delle divisioni di generi. Il passo successivo è stato chiedermi come avrebbero potuto suonare queste storie. E’ iniziato così il progetto musicale di Peluqueria Hernandez. Anche il modo in cui compongo i brani risente della mia immaginazione visiva. Di solito scrivo i temi e la struttura armonica dei pezzi e li porto in sala prove per presentarli al gruppo. Ci abbino sempre la descrizione di una scena o di un riferimento visivo molto forte (di solito piuttosto stralunato e grottesco) in modo da comunicare agli altri il mood generale del brano e l’intenzione con cui va suonato. Poi da lì il gruppo parte e cominciamo a lavorare su questa ossatura con gli arrangiamenti e i vari innesti che possono essere necessari. Mi piace pensare alla nostra come “musica narrativa”.

Da dove viene il nome del gruppo?

Anche il nome ha un’origine in parte fumettistica. E’ stato pensato da me e dal  bassista originario, Thomas Simoncini. Volevamo un  nome spagnolo e dal suono divertente, non prenderci troppo sul serio è sempre stato importante. Poi ho voluto aggiungere un omaggio ai miei fumettari ispano-americani preferiti, i fratelli Hernandez. Un giro sul vocabolario italiano-spagnolo e voilà: Peluqueria Hernandez. Abbiamo rischiato di chiamarci Murciélagos Hernandez.

La provincia è terreno fertile per l’arte, come ha influenzato la vostra musica?

La desolazione della provincia, i silenzi, il decadimento di certe aree o la natura quasi selvaggia di altre, sono sempre fonte di grande ispirazione per le storie cha accompagnano la scrittura dei brani. Forse in quei silenzi è più facile trovare le similitudini con i grandi immaginari americani che, volenti o nolenti, ci hanno inevitabilmente influenzato e generare dei suoni conseguenti.

Mamboo è uscito in digitale, ci sarà anche una edizione fisica?

L’uscita in digitale è oggi alla base della discografia. Il fatto che la musica sia legata a un supporto fisico non è che un retaggio nostalgico di un’epoca talmente “d’oro” da rendere difficile credere che non esista più. Però a noi sembra inutile girarci attorno: oggi la grande distribuzione musicale è principalmente quella dei digital-store. Inoltre, questo ci ha consentito di valutare meglio l’iter “commerciale” di un disco come Mamboo. Mi spiego: se il disco non fosse piaciuto a nessuno, avremmo avuto pochissime recriminazioni da fare e da farci: i costi di un’uscita digitale sono piuttosto contenuti. Invece, siccome a quanto pare l’album sta piacendo, abbiamo potuto valutare l’opportunità di realizzare anche le sue edizioni fisiche. L’edizione in CD è già in stampa e sarà pronta per la primavera mentre per quella in vinile la rimandiamo un po’ più in là. La Kutmusic, la nostra nuova etichetta, sta analizzando un progetto di ristampa anche dei nostri due album precedenti incluse le versioni LP e, in quella occasione, valuteremo anche l’ipotesi di produrre una tiratura limitata di Mamboo in vinile. Tanto come garanzia abbiamo una nicchia di affezionati in Giappone. Da loro le produzioni italiane, soprattutto quelle indipendenti in vinile, godono di un certo prestigio. Pensa che il nostro 45 giri Tequila è stato accolto in maniera più che incoraggiante e sicuramente per noi sorprendente. Una cosa che ci inorgoglisce molto, anche se ci piacerebbe un po’ di riconoscenza in più anche dall’Italia.

MAMBOO – copertina

 Ci può anticipare qualcosa sui prossimi live in programma?

Al momento abbiamo organizzato qualche data di presentazione partendo dalla nostra città d’origine, Verona, per il 13 marzo nel prestigioso locale Le Cantine de L’Arena e poi proseguendo con qualche locale nei paraggi (tra Lago di Garda, Trentino e Lombardia). Basterà controllare il nostro sito ufficiale o la pagina Facebook, su cui aggiorniamo costantemente gli eventi in programma. La situazione in Italia  – forse anche all’estero, non so – è molto complicata, se non hai un’agenzia che gestisce il booking. Noi siamo un gruppo “difficile” perché siamo in sette e non è scontato che ci siano locali attrezzati per ospitare formazioni così numerose. Per questo la cosa più sensata ci è sembrata quella di lavorare in autonomia, contenendo i costi ed agevolando eventuali promoter e organizzatori saltando gli intermediari. Potrà sembrare assurdo ma ci siamo accorti che in questo modo si perde un po’ in credibilità. Come se in questo modo venisse a mancare il professionismo, nonostante si tratti di un gruppo con parecchi anni di attività e di esperienza. Anzi, se possiamo permetterci, ne approfitteremmo per dire a chiunque fosse interessato a una serata con Peluqueria Hernandez che può rivolgersi direttamente a noi, attraverso i nostri canali, e stabilire un contatto diretto dove nessuna percentuale sarà dovuta a nessuna agenzia!