Oriana Fallaci, vent’anni dopo Una lezione di coraggio che non va dimenticata

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Sono trascorsi esattamente vent’anni. Vent’anni da quella notte in cui Oriana Fallaci, dalla finestra di una clinica, ha guardato per un’ultima volta la sua Firenze che tanto amava – la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto – e ha smesso di respirare.

Vent’anni di silenzio. E c’è da stare certi che adesso che scocca questo anniversario netto, l’Italia che l’ha insultata da viva si ricorderà di lei per un giorno, le dedicherà un ricordo di circostanza. Poi, da domani, tornerà a fare esattamente il contrario di quello che lei predicava. È il nostro modo pacioso di commemorare i morti scomodi: seppellirli due volte, la prima nella terra, la seconda nella retorica.

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