La sua mancanza la si avverte ancora, e fa male pensare a lei sofferente e silente. Abituati come siamo, da decenni ormai, a vederla grintosa, caparbia, sensibile e forte, è difficile capacitarsene. Lei è una delle grandi donne del cinema italiano, una di quelle che hanno sempre calcato la scena con la straordinarietà di una professionista e l’umanità di una esordiente. E permettetemi se la chiamo con il suo nome, quello vero: Maria Luisa Ceciarelli ha compiuto 83 anni lo scorso novembre. E sebbene io di “83” abbia soltanto l’anno di nascita, manca anche a me, e a tanti altri giovanissimi che ti hanno scoperta quando già non apparivi più.
Monica Vitti, da oltre dieci anni lontana da tutte le situazioni pubbliche, in quanto incompatibili con le sue condizioni di salute, manca. Già. Manca il suo volto e la sua ironia, che hanno reso molti degli oltre 50 film in cui lei ha recitato fotografie di un’Italia che “cresceva”, nel cinema, nell’arte, nella storia. Manca la sua professionalità e il suo sorriso, che non l’hanno mai resa semplicemente “spalla” di altrettanto grandi attori, bensì “protagonista femminile”. Una concezione, quest’ultima, che ha rivoluzionato il ruolo della donna nel cinema, sebbene a 60 anni dal suo esordio l’attuale involuzione faccia ancora più male.
Lei manca, ma c’è ancora tanta gente che la ama, come se fosse ieri che saltava su e giù per il palco o che sorrideva davanti al suo pubblico. C’è ancora tanta gente che vuole ricordarla come lei, ne siamo sicuri, desidera: sul palco. La sua Roma ha scelto così di omaggiarla con uno spettacolo teatrale speciale: “Mille volte Monica” è curato da Francesco Sala, da un’idea di Tina Vannini e di Francesca Barbi Marinetti, e andrà in scena dal 24 al 29 marzo al Teatro Belli, in Piazza di Sant’Apollonia 11.
E’ il personale omaggio del Margutta RistorArte, storico vegetariano capitolino votato da sempre alla promozione di eventi culturali e di giovani artisti, attraverso una carrellata di monologhi interpretati Ottavia Bianchi e Ketty Roselli, attrici e cantanti, comiche e drammatiche, che ben rappresentano le due facce di Monica. L’obiettivo primario è quello di conservare quanto ci ha lasciato e insegnato questa grande maestra della romanità. Interventi che ripropongono il suo repertorio, e che diffonderanno la preziosa eredità lasciata da Monica attraverso stralci di monologhi, canzoni cantate dal vivo, aneddoti sulla sua vita, video, interviste e scene tratte dai suoi film. A venticinque anni dal suo ultimo lavoro.
Era il 1990, infatti, quando uscì “Scandalo segreto”, film diretto e interpretato da Monica Vitti, con protagonisti Elliott Gould, Catherine Spaak e Gino Pernice. Un film che le valse la candidatura al David di Donatello come Miglior regista esordiente – vittoria che fu assegnata a Ricky Tognazzi per il suo Piccoli equivoci – nonché la doppia vittoria del Globo D’Oro per Migliore opera prima e Miglior attrice. Un curriculum che era già ricco di successi e premi, come 5 David di Donatello come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), 3 Nastri d’Argento, 12 Globi d’oro (di cui due alla carriera) ed un Ciak d’oro alla carriera, un Leone d’oro alla carriera a Venezia, un Orso d’argento alla Berlinale, una Cocha de Plata a San Sebastián. Roba da far impallidire più o meno tutte le donne del cinema di oggi. Chapeau Monica, cara amica mai conosciuta e straordinaria artista di sempre. E grazie. Semplicemente grazie.












