Via Bradburne, entra Crespi. Non è passata una settimana da quando il Ministro Sangiuliano ha detto che lui tiene sotto controllo (ogni settimana, appunto) lo stato di avanzamento dei lavori per la Grande Brera, che ieri sera dal Ministero sono arrivate le nuove nomine pubbliche dei direttori dei musei di prima fascia. Ed ecco che, mentre scopriamo che la corsa per la candidatura a sindaco di Firenze di Schmidt è finita ancor prima di iniziare perché fresco fresco di nomina per il Museo e Real Bosco di Capodimonte, non (e sottolineiamo il non) ci sorprendiamo che Angelo Crespi, già Presidente del MAGA di Gallarate e molto altro, è stato nominato dal ministro alla guida della Pinacoteca di Brera di Milano, succedendo a James Bradburne: «sono sorpreso, ho appreso da poco della mia nomina come direttore della Pinacoteca di Brera», dice il neo eletto non nascondendo lo stupore. Ma noi non ne siamo sorpresi, convinti che Crespi sia la persona giusta al posto giusto. Nato a Busto Arsizio nel 1968, oltre che presidente del MAGA di Gallarate, è nel cda di Fondazione ADI-collezione Compassso d’Oro a Milano, mentre in precedenza è stato consigliere del ministro Bondi nel governo Berlusconi-IV, alla guida di Palazzo Te a Mantova, membro del cda della Triennale e della Permanente di Milano. Angelo Crespi non è uno che ingiallisce in biblioteca: giornalista, è stato il direttore del Giornale OFF (e in precedenza del settimanale Il Domenicale), scrittore e saggista (l’ultimo suo libro in ordine di tempo: Nostalgia della Bellezza, ve ne avevamo parlato qui), critico e curatore di mostre di arte contemporanea. Dice il saggio che cosa fatta capo ha: siamo certi che il progetto della Grande Brera fortemente sostenuto da Sangiuliano – che ne ha annunciato l’apertura a dicembre 2024 – verrà portato a termine a guida Crespi.
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