Il collettivo nasce a Firenze alla fine del 2016 ad opera di Michele Branda sotto il nome di Animal People Act, cambiando poi il suo nome alla fine del 2018 in quello ufficiale attuale. Dopo un primo lavoro nel 2017 di prosa contemporanea, con dialoghi e monologhi scritti dallo stesso Branda e a cui si aggiungono sue rivisitazioni di Amleto di Laforgue, I monologhi della vagina di Eve Ensler, Pigmalione di Shaw ed Enrico IV di Pirandello, il collettivo sposta la sua attenzione verso il poema, precisamente su “Urlo” di Allen Ginsberg, poeta appartenente al movimento della Beat Generation. Nell’estate del 2018 il lavoro, intitolato “Animal Beat”, viene messo in scena in forma di poesia sonora – accompagnato dalla canzone Atom Heart Mother dei Pink Floyd – in occasione della rassegna di teatro “Sussulti”, organizzata da Daniele Giuliani, membro del coordinamento “Teatro come Differenza”. Nel gennaio del 2019 Michele Branda inizia la sua collaborazione con Lorenzo Squilloni del CMA “Collettivo Musica d’Avanguardia” : entrambi i collettivi hanno.debuttato recentemente e con successo all’ExFila di Firenze con la nuova versione di “Animal Beat”, un concerto/spettacolo dove partiture vocali concepite dai due si fonderanno insieme in un esperimento riuscitissimo, che avrà seguito durante l’estate, quando sono previste un paio di ulteriori collaborazioni fra loro ed altri artisti; si fregeranno ad esempio in una occasione della presenza di Massimiliano “Vantablack” Fancelli, per “Il Corvo” di Edgar Allan Poe, mentre in un’ altra è prevista la pubblicazione di un album di poesia che ospiterà dieci poeti futuristi da loro scelti, in occasione dei 110 anni della nascita del Futurismo. Dalla fine del 2018 Animalact_84 collabora anche con l’associazione Sfumature in Atto, e con la quale sono previsti progetti sul Monaco Nero di Anton Cechov e letture di grandi pittori del passato. Michele Branda (che si è formato dopo le canoniche scuole di teatro attraverso workshop professionali con talenti riconosciuti del calibro di Cathy Marchand e Claudio Cirri di Teatro Sotterraneo, recente premio Ubu) definisce il teatro come una malattia, un “non luogo” dove si possono esprimere sensazioni, suggestioni, impotenze, dimenticando se stessi e cercando di andare contro se stessi. La sua passione musicale lo porta a dare molta importanza alla contaminazione tra teatro e musica, e nei suoi lavori ambisce a dare ad ogni spettatore una propria visione delle cose, ponendo quesiti, dubbi, sul mondo dove viviamo, e cercando di evitare risposte facili e consolatorie.
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