Né Creonte né Antigone sono esseri appassionati. Sfuggono all’Eros. Creonte vede le persone amate in funzione dell’ordine, del bene della città; per lui i cittadini sono equivalenti, massa. Per Antigone i cari sono morti, perché è nell’Ade, dove ci si ama ben più a lungo. Non contano Emone (il fidanzato) e Ismene (la sorella). Nello spettacolo di Maurizio Panici prodotto dal teatro Argot Studio c’è un punto di vista che tralascia la legge divina: la preoccupazione del protagonista infatti è la garanzia del rispetto della legge umana. Polinice è morto combattendo contro la sua stessa patria, è dunque un traditore. Creonte, lo zio, regge il patto sociale e a stento riesce a chiudere le finestre del palazzo per impedire il terrificante fetore del cadavere insepolto. Panici, anche attore, si aggira in una claustrofobica stanza di interrogatori, attualizzando la terribile querelle presentando una Antigone ragazzina d’oggi (Valentina Carli), con ai piedi le scarpe da ginnastica e quel conflitto insanabile di sempre, sembra oggi un’adolescenziale gnagnera, un capriccio, una ripicca. Se l’Antigone di Brecht ce l’aveva col potere centrale, qui ad avvitarsi su stessa è la contestazione, il NO fine a se stesso che barcolla al ricordo del legame di sangue. Dirà lo zio: ” Chi ti ha regalato la prima bambola?” Oggi, la pseudorivoluzione di questa eroina sembra un gesto gratuito, una autoaffermazione testarda, un partito preso. L’esperienza trova il compromesso, conosce i limiti del mondo, tiene conto della realtà. Su uno schermo riecheggiano immagini delle rivoluzioni di sempre.
LE INTERVISTE OFF
Luisa Ranieri tra eros invisibile, scaramanzie e quel fantasma della Callas
L'intervista di CulturaIdentità a Luisa Ranieri: la sensualità del "vedo-non-vedo", la gavetta, l'amore con Luca Zingaretti e quel pizzico di sana follia.
Sebastiano “Karam” Cannarella dalle avanguardie alla “Restanza”
Karam Sebastiano Cannarella, nato nel 1942 a Capo Passero, un piccolo paese in provincia di Siracusa, città baciata dagli dei. È pittore con la...
Adesso c’è pure il testo “fluido”: così l’algoritmo ci toglie il...
'intervista a Stefania D'Amore sul lato oscuro dell'IA: "Rischiamo un linguaggio standardizzato che anestetizza il dissenso e premia il conformismo
Valerio Righini l’architetto della materia tra Valtellina e metropoli
Dalla Valtellina alle metropoli, tra pizzoccheri e pigmenti: intervista allo scultore che ha trasformato una cantina in un "crocevia" di anime e speranze.
LA RETE DI #CULTURAIDENTITÀ
Luisa Ranieri tra eros invisibile, scaramanzie e quel fantasma della Callas
L'intervista di CulturaIdentità a Luisa Ranieri: la sensualità del "vedo-non-vedo", la gavetta, l'amore con Luca Zingaretti e quel pizzico di sana follia.
Una domenica identitaria a Ferrara: la maratona dell’Orlando Furioso con Vanessa...
Una domenica identitaria a Ferrara. Una performance unica tra gli affreschi di Achille Funi nella Sala dell’Arengo al XII Festival delle Città Identitarie a...
Ferrara, il Festival delle Città Identitarie fa centro
Ferrara fa il pieno di pubblico: tutto esaurito in Piazza Municipio e Sala Estense per la XII edizione del Festival delle Città Identitarie
Ferrara e le sue radici: storia e cultura al Festival delle...
Al via la XII edizione della kermesse guidata da Edoardo Sylos Labini. Con Giordano Bruno Guerri una narrazione libera e fuori dai cliché, da Lucrezia Borgia al grande cinema












